Principali Orientamenti Psicologici/Terapeutici

Per la sua relativa giovinezza e per le sue caratteristiche intrinseche la Psicologia è una disciplina che contiene orientamenti e visioni assai variegati e talvolta addirittura discordanti.

All'interno di quest'ottica si sono sviluppati nel tempo diversi approcci anche in ambito terapeutico e di intervento.

Questa sezione ha il compito di illustrare, senza pretesa di esaustività, i principali orientamenti disponibili in modo da dare a ciascuno la possibilità di orientarsi e selezionare in base alle proprie necessità ed inclinazioni.

Psicanalisi

La psicoanalisi è la teoria dell'inconscio su cui si fondano una prassi e una disciplina psicoterapeutiche, e che ha preso l'avvio dal lavoro di Sigmund Freud.
Partendo da questa prima definizione è possibile delinerare già alcuni punti importanti.
Innanzitutto la psicoanalisi è una "teoria dell'inconscio".
Nell'indagine dell'attività mentale umana essa si rivolge soprattutto a quei fenomeni psichici che risiedono al di fuori della coscienza.
Viene perciò utilizzato il concetto di inconscio, concettualizzato a partire dal razionalismo cartesiano e che Freud rielaborò da un punto di vista descrittivo e topico.

In secondo luogo la psicoanalisi è una prassi terapeutica. Essa quindi nasce come tecnica di cura; nello specifico come cura dei disturbi mentali e, all'origine, come cura dell'isteria e successivamente dei fenomeni psicopatologici chiamati nevrosi.

Il metodo psicoanalitico originario si basava sull'idea che le nevrosi scaturiscano dall'incapacità dell'Io di impadronirsi delle idee rimosse: in altre parole, per Freud l'elaborazione del motivo patologico è già di per sé cura del disagio stesso. Tuttavia gli elementi rimossi non sono noti a priori, e quindi è impossibile cercare in una direzione precisa. Per questo motivo Freud basa la tecnica terapeutica sul concetto di associazione libera, ovvero sul lasciare il paziente completamente libero di produrre associazioni semantiche, rappresentazionali e mnestiche durante le sedute.

Il soggetto viene quindi invitato a parlare liberamente di ciò che vuole, senza censurare nulla di quello che pensa ed a cambiare argomento ogniqualvolta lo desideri. La 'speranza' dell'analista è che, in seguito a processi associativi inconsci, il paziente rievochi elementi (o parti di essi) rimossi e permetta quindi all'analista di aiutarlo nella ricostruzione dei fatti, attraverso diverse procedure tra cui la "celebre" 'interpretazione'.

Particolare importanza hanno per Freud i sogni, egli infatti parte dal presupposto che durante il sonno REM la vigilanza del SuperIo sia ridotta, facilitando quindi il ritorno del rimosso all'Io sotto forma di materiale onirico, che si può ricordare al risveglio. In pratica il sogno è la strada maestra per addentrarsi nelle rappresentazioni simboliche e stratificate dell'inconscio.

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Cognitivo-Comportamentale

Attualmente la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale copre il campo del trattamento di tutti i disturbi mentali: disturbi dell'area nevrotica (disturbi d'ansia, fobie, ossessioni-compulsioni, depressione), disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia), disfunzioni sessuali, disturbi di personalità, disturbi da abuso di sostanze, psicosi (disturbo delirante, schizofrenia), problemi psicopatologici dell'età evolutiva, psicopatologia nell'anziano.

Oltre alle applicazioni psicopatologiche le tecniche cognitivo-comportamentali si dimostrano particolarmente efficaci e rapide per aiutare le persone a risolvere difficoltà di adattamento o crisi evolutive (difficoltà nelle relazioni sociali o nel lavoro, ansia da esame, reazioni disadattive al lutto, difficoltà nella coppia o nella gestione dei figli, ecc.), anche attraverso modalità alternative al trattamento psicoterapico.

Il terapeuta cognitivo - comportamentale possiede nel suo repertorio una serie di tecniche di derivazione comportamentale, cognitiva e relazionale, che utilizza all'interno della cornice della relazione terapeutica, vale a dire il particolare rapporto tra operatore e paziente, rapporto che viene investito da una progressiva condivisione di senso.

Il formato degli incontri può essere differenziato secondo il tipo di problemi, degli scopi dell'intervento, della opportunità relativa a un particolare momento evolutivo, e può quindi essere costituito da colloqui individuali, da sedute di coppia o familiari, da riunioni di gruppo.

In termini molto semplificati possiamo affermare che l'intervento terapeutico si pone due obiettivi principali: il primo é quello di individuare e definire il tipo di pensiero che accompagna le emozioni negative (per esempio dolore, sconforto, paura); il secondo consiste nel cercare delle modalità alternative, più funzionali, di affrontare le situazioni problematiche.

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Gestalt

La Psicoterapia della Gestalt pone particolare attenzione a quello che la scienza definisce “processo omeostatico”. Tale processo governa le funzioni basilari della vita al fine di conservare l’equilibrio organismico e quindi la sua salute in condizioni variabili. Da esso discendono comportamenti coerenti e adeguati, atti a soddisfare i molteplici bisogni.

Mentre la scienza si occupa e studia i bisogni fisiologici (ad esempio la regolazione fisiologica del livello di zucchero nel sangue), la psicologia tratta dei bisogni di natura psicologica dell’individuo e dei meccanismi omeostatici o adattativi con cui vengono soddisfatti, riconoscendo, comunque, che i due processi (biologico-fisiologico e psicologico) sono sempre interconnessi.

Normalmente l’organismo fa fronte a diversi bisogni che si manifestano simultaneamente, ma dal momento che può svolgere adeguatamente solo una funzione alla volta, deve operare una scelta entro una scala gerarchica di valori, seguendo uno schema che dà priorità al bisogno in primo piano (in “figura”), quello che preme con maggiore urgenza per il proprio appagamento, lasciando retrocedere temporaneamente nello “sfondo” gli altri.

La Psicoterapia della Gestalt descrive il funzionamento organismico come l’organizzazione di questa dinamica figura/sfondo.

L’approccio della Gestalt ritiene inefficace una psicoterapia orientata prevalentemente verso il passato e considera i “perché” della nevrosi dei pazienti poco esplicativi.
L'intervento è quindi basato sul "qui ed ora" e sulla possibilità di modificare le proprie rappresentazioni del mondo e, quindi, il proprio equilibrio interno ed esterno.

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Psicologia Analitica

Le modalità di trattamento e il quadro teorico di riferimento è identico a quello della psicoanalisi "classica". Si tratta tuttavia di forma di terapia più breve (una o due sedute alla settimana per un periodo variabile che comunque non supera i 2-3 anni), che tende ad andare meno in profondità ed è quindi più incentrata sul disagio-problema presentato dal paziente.

Le tecniche sono le stesse: associazioni libere, analisi dei sogni, interpretazione. Il processo terapeutico ha come obiettivo l'alleviamento dei sintomi del paziente e lo sviluppo della capacità di costruire relazioni produttive ed efficaci col suo ambiente.

Si punta a favorire nella vita del paziente la costruzione di rapporti gratificanti attraverso la "ristrutturazione" del suo mondo interno.

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Psicoterapia breve-strategica

La terapia strategica, più correttamente definita psicoterapia breve strategica, in inglese "Brief Strategic Therapy" parte dall'assunto che un problema psicologico, o "sintomo" può essere risolto in tempi brevi usando strategie efficaci.

La psicoterapia breve è un processo limitato nel tempo, rivolto ad un obiettivo circoscritto e ad un'azione preventiva mediante l'uso flessibile di diverse tecniche ed un ruolo attivo del terapeuta su pazienti selezionati motivati, in grado di procedere nell'autogestione delle proprie problematiche.

La BST quindi analizza le cosiddette "soluzioni inefficaci", che svelano la struttura del problema, e cerca di costruire strategie alternative che interrompono il circolo vizioso fra soluzioni inefficaci e sintomo stesso. Le tecniche impiegate "ingannano" la percezione problematica del paziente, portandolo inavvertitamente a provare nuovi comportamenti. Questi si trova a superare una situazione per lui problematica senza riconoscerla come tale, perché la sua attenzione o il suo modo di vedere sono stati opportunamente guidati dal terapeuta.

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Psicologia Sistemico-Relazionale

Tale modello focalizza l'attenzione e l'intervento dall'individuo al sistema in cui vive (coppia, famiglia, ambiente sociale). Ogni sistema è un "sistema vivente" organizzato secondo regole, ruoli e funzioni che determinano le interazioni e gli interscambi comunicativi sia al suo interno che verso l'esterno.

Il disagio psichico, la malattia, non è considerato interno all'individuo ma parte di un sistema di relazioni caratterizzato da un'organizzazione disfunzionale e da comunicazioni errate e paradossali.

Compito del terapeuta è quello di intervenire sulle diversi parti del sistema, cercando di migliorare le sequenze comunicative tra i componenti e di ripristinare l'equilibrio della coppia o famiglia.

Il campo di osservazione più complesso che tali psiscoterapie raggiungono, permette di fornire una chiave di lettura più completa e un intervento più efficace per disturbi di vario genere. È aperta a famiglie, coppie e singoli individui.

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PNL

La Programmazione Neuro Linguistica è una metodologia di sviluppo personale sviluppata nei primi anni ’70 da Richard Bandler e dal linguista John Grinder.

Si tratta, a detta dei sostenitori di tale metodologia, di una metafora proposta come lettura della realtà che fornisce un modello non solo analitico, ma anche operativo.
Ovvero, in altri termini, faciliterebbe il cambiamento, tramite un insieme di tecniche e strumenti (frutto anche dell'integrazione tra psicologia, linguistica, cibernetica e teoria dei sistemi) relativi alla comunicazione, alla percezione e all’esperienza soggettiva.

L’idea centrale della PNL è che i pensieri, i gesti e le parole dell’individuo interagiscono tra loro nel creare la percezione del mondo.
Modificando la propria visione (detta mappa del mondo, ovvero il sistema di credenze relativo a ciò che è la realtà esterna e a ciò che è la realtà interna), la persona può potenziare le proprie percezioni, migliorare le proprie azioni e le proprie performance.
La percezione del mondo e la risposta ad esso possono essere modificate applicando opportune tecniche di cambiamento. La PNL insegna a sviluppare abitudini/reazioni di successo, amplificando i comportamenti facilitanti/efficaci e diminuendo quelli limitanti/indesiderati.
Il cambiamento può avvenire riproducendo con attenzione i comportamenti e le credenze delle persone di successo (modellamento).
La PNL sostiene che le persone possiedono in sé tutte le risorse per avere successo.

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