L’EDUCAZIONE A TAVOLA: COME SI TRASMETTE AI FIGLI

Esiste un decalogo minimale su quello che i bambini devono fare a tavola, pubblicato dalla Disney, e proprio i siti e gli articoli dedicati a questo argomento sono davvero numerosi. Oggi si chiede ai genitori di educare i figli al rispetto di queste regole sociali, tramite la negoziazione e l’esempio.
Da sempre, il momento in cui la famiglia consuma i pasti costituisce un’occasione significativa di riunione familiare: intorno alla tavola la famiglia si ritrova, da una a tre volte al giorno, a seconda degli impegni di ciascuno, ma comunque con regolarità.
Per questo motivo, la riunione familiare intorno alla tavola è diventata un luogo privilegiato di osservazione per gli psicologici dello sviluppo.
A tavola non si conversa soltanto ma, ovviamente, si consuma il cibo.
A tavola è indispensabile attenersi ad alcune norme che, anche nella nostra cultura apparentemente così informale, persistono e devono essere trasmesse alle nuove generazioni. Si tratta delle buone maniere a tavola, uno strumento indispensabile di convivenza civile, che assicura relazioni sociali pacifiche.
Le buone maniere costituiscono un insieme di istruzioni che indicano qual’è il comportamento corretto in moltissime situazioni pubbliche, riducendo la timidezza, l’imbarazzo, i dubbi e la paura di sbagliare.
Le regole per mangiare in maniera civile sono state da sempre impartite ai bambini, basta ricordare che Erasmo Da Rotterdam, nel 1530, raccomandava al giovane allievo di non leccarsi le dita, di non pulirsi le mani nel vestito e di non offrire a qualcun altro qualcosa di già addentato. Questo compito di educare i figli al rispetto delle regole si manifesta fin dai primissimi pasti: l’uso delle stoviglie (bicchieri e posate) e del bavaglino assicura una prima esperienza di contatto “civile” con il cibo e tutela anche il bisogno del genitore di non dover pulire anche il soffitto per un pasto in libertà del figlio! Anche il pasto infantile che si svolge tramite il genitore che imbocca deve avere un certo ritmo, veloce e scandito da tempi precisi.
Tuttavia, è solo nel periodo prescolastico che i genitori attribuiscono consapevolmente ai bambini la capacità di attenersi a delle regole. L’esperienza dei pasti in comune nella mensa scolastica rende significativo e presente, sia al bambino che al genitore, il confronto tra le buone maniere della famiglia e quelle comuni alla società piu’ ampia.
Articolo a cura della Dott.ssa Paola Catalano
