IL GATTONAMENTO E LE PRIME ESPERIENZE MOTORIE

Una delle questioni che preoccupano di piu’ i genitori riguarda il fatto che, mentre tutti i bambini prima o poi arrivano a camminare, non tutti attraversano la fase chiamata di gattonamento. La loro domanda è: “se mio figlio non gattonerà sarà normale?”.
Il movimento è espressione di un adattamento positivo all’ambiente circostante. Nei primi anni di vita, costituisce la base dello sviluppo dell’intera personalità. Dall’apparente immobilità del neonato al raggiungimento del piu’ importante traguardo, il cammino eretto, avvengono una vasta gamma di posture e movimenti che caratterizzano in modo diverso ogni bambino.
Iniziare a camminare è considerata una delle tappe dello sviluppo motorio piu’ importante, segna la fine della prima infanzia e l’inizio dell’indipendenza fisica e psicologica “dai grandi”. Ma prima di questa fase, è possibile che si presentino delle tappe intermedie, che portano ad una forma primitiva di locomozione, chiamata “gattonamento”.
Si passa quindi da una situazione di dipendenza, in cui il bambino dipende dagli spostamenti degli adulti, alla capacità di spostarsi in autonomia. I genitori sono sempre molto attenti e curiosi verso queste forme di autonomia motoria del piccolo, e lo seguono anche con una certa apprensione.
Le domande che in queste situazioni i genitori si pongo sono diverse:
A che età inizia il gattonamento e tutte le diverse fasi motorie?
Quanto incide il temperamento del bambino nel raggiungimento di certi traguardi?
Il girello può ostacolare l’indipendenza motoria?
Esiste una vasta variabilità individuale nel raggiungimento di questa autonomia, e prima di arrivare a gattonare si possono sperimentare altre attività motorie che secondo molte ricerche possono facilitare il passaggio al gattonamento vero e proprio e alla successiva posizione eretta del camminare.
Il rotolamento: la capacità di girarsi dalla posizione supina a quella prona. Una mossa che permette al bambino di raggiungere ad esempio un giocattolo.
Lo strisciare: rappresenta il primo vero spostamento nell’ambiente. L’addome è appoggiato a terra facendo leva sulle braccia e sulle gambe. Non tutti i bambini però utilizzano questa strategia.
Il gattonamento: il bambino inizia a gattonare intorno agli 8 mesi. Riesce a spostarsi in avanti tenendo l’addome sollevato e poggiandosi sulle mani. Alcuni bambini possono rimanere fermi in questa posizione senza riuscire a muoversi, altri iniziano a dondolare avanti e indietro (come se stessero seguendo il ritmo di una musica!).
Mano a mano che l’apparato muscolare si sviluppa, possono presentarsi delle variazioni sul tema, come l’andatura “dell’orso” nella quale il bambino cammina sollevato mantenendo le braccia tese davanti a se. L’azione motoria è una capacità complessa, che implica lo sviluppo di numerosi subsistemi che cooperano tra di loro. Esiste una grande variabilità in ogni bambino e quindi anche la possibilità che il gattonamento non si verifichi completamente. Questo può accadere anche in seguito a degli “impedimenti”: poca forza nelle braccia, la mancanza di una superficie ampia per muoversi e sperimentarsi, l’influenza del clima o degli stessi abiti.
E’ fondamentale il ruolo dell’adulto, in particolare della madre che dovrà rispettare i tempi di acquisizione dell’autonomia motoria del bambino, evitando di forzarlo.
Rispondendo al quesito piu’ importante per i genitori (“se non gattona è un problema?”) possiamo rispondere che non è assolutamente un problema, ma il risultato di una serie di interazioni che è unico in ogni essere umano.
Articolo a cura della Dott.ssa Paola Catalano
